4 manghi, 6 noci,
1 scodellina di pistacchi

La curiosa vita dell’Hotel Laurin

Testo Anna Quinz

 

 

4 manghi, 6 noci,
1 scodellina di pistacchi

La curiosa vita dell’Hotel Laurin

Testo Anna Quinz

 

 

La vita di un hotel è piena di segreti. Ogni giorno succedono cose curiose. Un hotel è un piccolo affascinante mondo sospeso dove è garantita l’intimità domestica, in uno spazio estraneo che per qualche tempo diventa la cosa più vicina a “casa” che esista. In un hotel passano decine di persone di ogni genere. La maggior parte di loro, nella bolla spazio-temporale alberghiera, è un nome su un documento e un viso. Potrebbero essere chiunque. Imprenditori di successo, artisti, amanti, killer… Molti altri invece hanno nomi illustri, visi noti e in un hotel – rigorosamente di alta categoria – cercano a volte l’anonimato, spesso la tranquillità, sempre il comfort richiesto e garantito al loro status di VIP.

L’elegante Hotel Laurin a Bolzano non fa eccezione. Nei suoi corridoi scorrono esistenze, succedono cose, passano persone talvolta sconosciute, talvolta anche molto famose. Come il Dalai Lama che con la tripletta mango-noci-pistacchi ha fatto colazione ogni mattina alle 4.30 durante le sue ripetute permanenze nell’albergo bolzanino, con la stanza ribaltata per permettergli di svegliarsi con il viso rivolto al sorgere del sole. Non è vegetariano il Dalai Lama, come molti potrebbero pensare. Ama la pizza, ma tutto quel che mangia viene prima assaggiato da incaricati preposti a questa mansione. Queste sono le cose che scopri, se lavori in un hotel come il Laurin, queste le vite che ti scorrono davanti.

C’è stato – ma la sua identità deve rimanere anonima – chi ha chiesto di preparare la stanza con sette frigobar, allestiti con solo succhi di pera e latte di soia. Oppure Vasco Rossi che ha pasteggiato per due settimane sempre nella sua camera, nutrendosi quasi esclusivamente di carne d’agnello. O il musicista jazz Chuck Berry che ha riservato con una settimana di anticipo una pappa al pomodoro da consumare alle due del mattino. E ancora, la cancelliera tedesca Angela Merkel che in un inatteso blitz bolzanino ha prenotato dall’oggi al domani settanta camere per sé e la sua delegazione. Ci sono gli ospiti orientali, con la loro cultura diversa che va conosciuta e rispettata: le famiglie allargate che arrivano a occupare un piano intero, il cibo da cucinare secondo regole specifiche, le donne da non guardare mai negli occhi e le camere da pulire mentre gli ospiti restano lì ad assistere, come al cinema. C’è chi ha strane esigenze alimentari, dai vegetariani ai vegani fino a chi consuma solo ed esclusivamente cibo medievale.

Lo chef con la sua brigata di cucina, i facchini e le donne delle pulizie, le governanti e i receptionist sono i custodi di questi segreti. Degli amori clandestini che si consumano nella penombra del parco e degli amori che nascono improvvisi e bellissimi al bancone del bar, delle stranezze delle celebrities, dei gusti stravaganti e degli oggetti più incredibili – dalle dentiere ai vibratori – nascosti e dimenticati nei cassetti. E così, in quel luogo dove centinaia di vite incredibili si snocciolano ogni giorno, chi le vede passare davanti a sé deve, per contratto, sospendere la curiosità e praticare la difficile arte della discrezione. È come una piccola magia che annulla il tempo, lo spazio, il passato e il futuro. Esiste solo un presente in cui lasciarsi viziare. Qui si può essere chiunque si voglia essere e, chi lo desidera, può anche concedersi il lusso temporaneo di vivere l’esistenza di qualcuno che non è. La vita di un hotel è piena di segreti. m

(Foto: Hotel Laurin)

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